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domenica 5 giugno 2011

Spirito Santo, Santo Spiro


Due minuti per raccontare lo Spirito Santo, o almeno per farlo intuire attraverso immagini suggestive.
Lo Spirito Santo è il Respiro di Dio, il Vivente, l'Amore del Padre per il Figlio che contiene tutti gli amori dell'universo.
La contemplazione della SS. Trinità ci fa percepire che non vi è amore che andrà sprecato.
Alla fine, dopo e oltre la morte, l'unico a rimanere sarà l'amore. 
Ecco perché lo Spirito Santo, il Dito di Dio, è stato protagonista nella Risurrezione del Signore Gesù, perché solo l'amore è più forte della morte, la attraversa da dentro e va oltre essa verso una vita abbondante e senza tramonto.
:-)
Piccola riflessione nella novena che precede la festa di Pentecoste.

giovedì 24 febbraio 2011

Amore: l'unica materia d'esame!

Se anche lo ignoriamo, uno dei desideri più intimi del nostro essere è quello di amare. Senza amore, la nostra vita troverebbe un senso?
Che Dio mi ama è una realtà talvolta poco accessibile, ma viene il giorno di una scoperta: se mi lascio raggiungere dal suo amore, la mia vita si apre agli altri.
Queste parole sono state scritte da Frère Roger di Taizé, fondatore di dell'omonima comunità monastica ecumenica che si trova vicino a Cluny, nel sud della Francia.

Durante i miei vent'anni ho avuto la fortuna di vivere alcune settimane a Taizé respirando la bellezza di un messaggio evangelico trasmesso in un modo semplicissimo ed essenziale ma, proprio per questo, potente!

Queste sue parole mi hanno fatto ripensare agli ultimi capitoli del Vangelo di Matteo dove Gesù tratteggia la scena del giudizio finale, quando ognuno renderà conto della propria vita (Mt 25, 31-46).

In questo brano, quello che "frega" sia i buoni che i cattivi è l'inconsapevolezza su cosa significhi amare.

I malvagi, infatti, rispondono: «Signore, quando ti abbiamo visto affamato o assetato o straniero o nudo o malato o in carcere, e non ti abbiamo servito?»

Ma anche i giusti rispondono: «Signore, quando ti abbiamo visto affamato e ti abbiamo dato da mangiare, o assetato e ti abbiamo dato da bere? 38Quando mai ti abbiamo visto straniero e ti abbiamo accolto, o nudo e ti abbiamo vestito? 39Quando mai ti abbiamo visto malato o in carcere e siamo venuti a visitarti?».


Mi sembra di cogliere in questo racconto un forte invito da parte di Gesù non tanto e solo ad amare, quanto ad amare con consapevolezza.

La consapevolezza ci permette di evitare situazioni di "non amore" in cui possiamo rimanere senza rendercene conto, e ancora di gustare pienamente i momenti dove sperimentiamo amore.

In fondo siamo privilegiati! Sappiamo già la materia che uscirà al nostro eseme finale, l'unica sulla quale si deciderà della nostra promozione: l'amore !

Penso sia un ottimo criterio di orientamento nelle nostre scelte quotidiane.