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venerdì 8 giugno 2012

Intrighi



Le tristi notizie di questi giorni sugli intrighi di palazzo in Vaticano mi hanno confermato che in materia di fede, come in amore (se ci pensiamo la fede esprime, o dovrebbe esprimere, la nostra risposta d'amore alla proposta d'amore di Dio), non ci sono garanzie. Non basta aver fatto una scelta di adesione all'inizio, serve riconfermarla ogni giorno.

A dispetto di quanto credevo quando ero più giovane, ho compreso col tempo che la scelta della vita religiosa non è, di per sé sola, garanzia di maggior vicinanza a Dio, anzi, in un contesto come il nostro in cui sono “saltati” tutti i ruoli sociali tradizionali, sono maggiormente in crisi le categorie che rivestono i ruoli ritenuti in passato più significativi, tra tutti il pater familias ed il prete!!

Penso inoltre che non a caso spesse volte Gesù ha messo in guardia i suoi discepoli dai rischi nell'indulgere con la ricchezza o col potere. 
Nessun servitore può servire due padroni, perché o odierà l'uno e amerà l'altro, oppure si affezionerà all'uno e disprezzerà l'altro. Non potete servire Dio e la ricchezza». Lc 16,13

33Giunsero a Cafàrnao. Quando fu in casa, chiese loro: «Di che cosa stavate discutendo per la strada?». 34Ed essi tacevano. Per la strada infatti avevano discusso tra loro chi fosse più grande. 35Sedutosi, chiamò i Dodici e disse loro: «Se uno vuole essere il primo, sia l'ultimo di tutti e il servitore di tutti». Lc 9, 33-35 
 Le attuali vicende non fanno altro che confermare le previsioni del Signore Gesù, che ha scelto il servizio ai fratelli come fine e anche come mezzo. Significativo è il brano delle tentazioni dove il diavolo cerca di convincere Gesù a fare il bene ma usando i suoi metodi, e riceve da Gesù un rifiuto categorico.
1 Allora Gesù fu condotto dallo Spirito nel deserto, per essere tentato dal diavolo. 2Dopo aver digiunato quaranta giorni e quaranta notti, alla fine ebbe fame. 3Il tentatore gli si avvicinò e gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio, di' che queste pietre diventino pane». 4Ma egli rispose: «Sta scritto:
Non di solo pane vivrà l'uomo,
ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio».
5Allora il diavolo lo portò nella città santa, lo pose sul punto più alto del tempio 6e gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio, gèttati giù; sta scritto infatti:
Ai suoi angeli darà ordini a tuo riguardo
ed essi ti porteranno sulle loro mani
perché il tuo piede non inciampi in una pietra».
7Gesù gli rispose: «Sta scritto anche:
Non metterai alla prova il Signore Dio tuo».
8Di nuovo il diavolo lo portò sopra un monte altissimo e gli mostrò tutti i regni del mondo e la loro gloria 9e gli disse: «Tutte queste cose io ti darò se, gettandoti ai miei piedi, mi adorerai». 10Allora Gesù gli rispose: «Vattene, Satana! Sta scritto infatti:
Il Signore, Dio tuo, adorerai:
a lui solo renderai culto».
11Allora il diavolo lo lasciò, ed ecco, degli angeli gli si avvicinarono e lo servivano. Mt 4, 1-11 

La lezione dell'amara cronaca di questi giorni è quindi quella di tornare sempre alla fonte, a Gesù Cristo Signore, e all'insegnamento che ci ha dato con la sua Parola e con la sua vita, ricordandoci che la sua ricetta d'amore, l'unica che sa renderci autenticamente felici, ci richiede sempre di invertire la scala dei valori rispetto alla ricetta di affermazione personale che ci propone la mentalità corrente, ne fosse portatore anche un cardinale!

mercoledì 16 novembre 2011

Il colosso dai piedi d'argilla



31Tu stavi osservando, o re, ed ecco una statua, una statua enorme, di straordinario splendore, si ergeva davanti a te con terribile aspetto. 32Aveva la testa d'oro puro, il petto e le braccia d'argento, il ventre e le cosce di bronzo, 33le gambe di ferro e i piedi in parte di ferro e in parte d'argilla. 34Mentre stavi guardando, una pietra si staccò dal monte, ma senza intervento di mano d'uomo, e andò a battere contro i piedi della statua, che erano di ferro e d'argilla, e li frantumò. 35Allora si frantumarono anche il ferro, l'argilla, il bronzo, l'argento e l'oro e divennero come la pula sulle aie d'estate; il vento li portò via senza lasciare traccia, mentre la pietra, che aveva colpito la statua, divenne una grande montagna che riempì tutta la terra. (Daniele 2,31-35) 

Ho ripensato a questo brano tratto dal profeta Daniele domenica sera quanto Silvio Berlusconi se n'è andato tra i fischi e il giubilo della piazza.

Ho riflettuto su quanto sia ingannevole la ricerca spasmodica del successo e dell'affermazione personale. 

Ingannevole per chi vi assiste perché il colosso sembra invincibile.
Ingannevole per chi la vive perché quella minuscola pietra va a colpire proprio l'unica parte debole di tutta la grande costruzione!

Degno epilogo di una vicenda di delega in bianco all'uomo forte nell'ingenua speranza di poter demandare le proprie responsabilità e la propria salvezza ad una creatura umana.

La Parola di Dio però ci ricorda, riferendosi al Signore Gesù Cristo, che
In nessun altro c'è salvezza; non vi è infatti, sotto il cielo, altro nome dato agli uomini, nel quale è stabilito che noi siamo salvati». (Atti 4,12) 
 Affidare la propria salvezza ad un uomo è un percorso che lascia dietro di sé solo macerie e lunghi tempi di ricostruzione, come la storia ci ha innumerevoli volte insegnato... inutilmente!