Visualizzazione post con etichetta avvento. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta avvento. Mostra tutti i post

mercoledì 5 dicembre 2012

Luci

Guardo le luci colorate che si riflettono sui vetri della finestra, sullo sfondo buio di una serata di dicembre.

Sarà la mia natura di bastian contrario.

Quando le luminarie sfavillavano mi rifiutavo di unirmi al coro, ora che la crisi ha tolto quasi tutte le luci natalizie dalle nostre case, ho sentito il desiderio -preparando il presepe e l'albero con le mie bimbe- di appiccicare le luci sui vetri della finestra perché si vedessero dalla strada.

Abbiamo bisogno di luce, mai come in questo momento storico, luce che riscaldi e che ci dia una direzione.

La stella cometa è simbolo di questa luce che guida sul cammino verso la scoperta del Bambino Gesù, Stella del mattino, che si fa più luminosa quando la notte è più buia.

Buon Avvento


5 la luce splende nelle tenebre
e le tenebre non l'hanno vinta. (...)
9 Veniva nel mondo la luce vera,
quella che illumina ogni uomo. Gv 1, 5.9

martedì 20 dicembre 2011

La perla

Al sesto mese, l’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nàzaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, di nome Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei, disse: «Rallégrati, piena di grazia: il Signore è con te».
A queste parole ella fu molto turbata e si domandava che senso avesse un saluto come questo. L’angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ed ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e verrà chiamato Figlio dell’Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine».
Allora Maria disse all’angelo: «Come avverrà questo, poiché non conosco uomo?». Le rispose l’angelo: «Lo Spirito Santo scenderà su di te e la potenza dell’Altissimo ti coprirà con la sua ombra. Perciò colui che nascerà sarà santo e sarà chiamato Figlio di Dio. Ed ecco, Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia ha concepito anch’essa un figlio e questo è il sesto mese per lei, che era detta sterile: nulla è impossibile a Dio».
Allora Maria disse: «Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola». E l’angelo si allontanò da lei.
Lc 1, 26-38
In questi giorni d'Avvento, nei quali la liturgia ripropone il racconto dell'annunciazione della nascita di Gesù mi è sono venute alla mente coppie di amici che vivono la sofferenza di desiderare un figlio che non arriva.
Anch'io ho aspettato del tempo prima di veder realizzato il sogno di un figlio e si tratta di un tempo faticoso.

Una maternità e una paternità desiderate e che non si realizzano sono fonte di grande sofferenza e frustrazione.
Si può sperimentare una sensazione di aridità, essere intaccati dalla paura di non saper comunicare vita e che l'amore della coppia, per tanto intenso e significativo, col tempo sbiadisca e perda il suo senso profondo.

In questo contesto, una vita che non arriva è un fallimento, mentre -altre volte- è la vita che arriva a creare sconquassi.
Penso a molte donne che devono affrontare una maternità da sole o che, comunque, da sole allevano i figli.

Ripenso a Maria di Nazareth, al suo incontro con l'Arcangelo Gabriele -tolto dalla cornice dorata della nostra devozione- e intuisco che per questa giovane donna la scelta non sia stata per niente facile.

Quel figlio, che non sarebbe mai stato suo (ma i figli sono mai nostri?), fin da subito ha messo a rischio la sua vita, così come lei l'aveva progettata. 

Il suo sì l'ha portata a lasciare alle spalle i suoi punti di vista, la paura del giudizio della gente e del suo promesso sposo. Libertà rischiosa e inaudita: quale donna, in quel tempo, avrebbe disposto così autonomamente della propria vita senza un plàcet dell'uomo di casa, padre o marito che fosse?

Il vero incontro con Dio è sempre esperienza profondamente liberante.
Anche se ha un prezzo, sentiamo che vale la pena pagarlo per non perdere questa perla preziosa che ci fa essere più consapevoli, autentici e liberi. 
45Il regno dei cieli è simile anche a un mercante che va in cerca di perle preziose; 46trovata una perla di grande valore, va, vende tutti i suoi averi e la compra.
Mt 13, 45-46
Se così non fosse, guardiamo in faccia il “nostro” Dio: potremmo accorgerci che è solo l'immagine riflessa delle nostre paure e dei nostri pregiudizi.

venerdì 25 novembre 2011

I bambini e il Bambino


Nella notte o Dio
noi veglieremo
con le lampade
vestiti a festa
presto arriverai
e sarà giorno.
Domenica prossima sarà la prima di avvento.

Ho voluto proporvi il ritornello di un famoso canto d'avvento perché contiene un sunto dei temi chiave di questo tempo forte.

Avvento fa riferimento ad un evento che deve accadere e quindi all'attesa che vi è legata. Da qui il tema della vigilanza cioè dello stare svegli nella notte.

La notte, spazio che simboleggia l'attesa della luce, è un tempo di oscurità e di fatica ma anche un tempo in cui ci si può raccogliere, ritrovare se stessi nel silenzio, lontano dal fiume di frastuono che caratterizza le nostre giornate.

Se si ha la costanza di vegliare, la notte è un tempo in cui si può vivere una fruttuosa intimità con Dio.

Certo, servono le lampade che nella simbologia biblica richiamano la stessa Parola di Dio


Lampada per i miei passi è la tua parola,
luce sul mio cammino Sal 119, 105

Ritagliarsi qualche momento di silenzio per ascoltare la parola di Dio può essere la proposta per un ottimo cammino d'avvento.

Il canto, poi, continua col presentimento di una attesa breve perché presto sarà giorno, o meglio l'arrivo del Signore farà sorgere il giorno.

Qui ho ripensato al celeberrimo prologo del Vangelo di Giovanni, brano altamente teologico nel quale è condensato tutto il Vangelo nell'immagine evocativa della lotta tra luce e tenebre, 
4In lui era la vita
e la vita era la luce degli uomini;
5la luce splende nelle tenebre
e le tenebre non l'hanno vinta.
6Venne un uomo mandato da Dio:
il suo nome era Giovanni.
7Egli venne come testimone
per dare testimonianza alla luce,
perché tutti credessero per mezzo di lui.
8Non era lui la luce,
ma doveva dare testimonianza alla luce.
9Veniva nel mondo la luce vera,
quella che illumina ogni uomo.
Gv 1, 4-9

Infine il tema della festa l'ho ritrovato nella gioia dello sguardo trasognato delle mie bimbe che contemplano il presepe con le sue luci colorate che brillano nella notte.

Sguardi di bambini che guardano il Bambino, Verbo Incarnato, e ci ricordano che il Regno dei cieli è di quelli che sono come loro.
Allora Gesù li chiamò a sé e disse: «Lasciate che i bambini vengano a me e non glielo impedite; a chi è come loro, infatti, appartiene il regno di Dio. Lc 18,16
Buon Avvento a tutti!