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martedì 14 febbraio 2012

San Valentino

Oggi è la festa degli innamorati!

Auguri a tutti quelli che vivono l'esperienza bellissima ed esaltante dell'innamoramento.

L'innamoramento è quello stato dell'essere in cui tutti i canali di comunicazione sono aperti a ricevere dall'altro. Non c'è chiusura, non c'è sospetto. Tutto è fiducia, emozione, intensità.

Ogni essere senziente è fatto per l'amore: anche piante ed animali godono nell'essere amati.
L'essere umano ancora di più. Avendo coscienza di se stesso si realizza nel dare e ricevere amore.

Se, come ci ricorda Genesi, l'uomo è fatto ad immagine di Dio

27E Dio creò l'uomo a sua immagine;
a immagine di Dio lo creò:
maschio e femmina li creò. (Gen 1,27)

e Dio, come dice Giovanni Evangelista, è amore
Chi non ama non ha conosciuto Dio, perché Dio è amore. (1Gv 4,8)
allora noi siamo fatti per essere amati ed amare.

Non importa ciò che facciamo nella vita e i risultati che raggiungiamo: non riusciremo a sperimentare pace e gioia se non per mezzo dell'amore.

1 Se parlassi le lingue degli uomini e degli angeli, ma non avessi la carità, sarei come bronzo che rimbomba o come cimbalo che strepita.2E se avessi il dono della profezia, se conoscessi tutti i misteri e avessi tutta la conoscenza, se possedessi tanta fede da trasportare le montagne, ma non avessi la carità, non sarei nulla.3E se anche dessi in cibo tutti i miei beni e consegnassi il mio corpo per averne vanto, ma non avessi la carità, a nulla mi servirebbe.(1 Cor 13, 1-3)
San Paolo nella splendida prima lettera ai Corinzi appena citata ricorda che le virtù più grandi sono fede, speranza e carità (termine usato per tradurre il greco "agape" cioè l'amore oblativo che sa donarsi per il bene dell'amato), ma più grande di tutte è la carità, cioè l'amore.

Ora dunque rimangono queste tre cose: la fede, la speranza e la carità. Ma la più grande di tutte è la carità! 1 Cor 13,13
L'amore è quella forza vitale che sa vincere anche la morte. Gesù risorge perché accetta di donare la sua vita per amore e l'amore non muore.

Anche nella nostra esperienza, quando ci vengono a mancare delle persone care, di loro ricordiamo i gesti di amore.

Così sarà pure per la nostra vita: alla fine sopravviveranno solo i frammenti di amore che avremo saputo vivere. Solo quelli diverranno immortali.

L'amore è esigente: scegliere di amare richiede di coltivare atteggiamenti a volte contrari al nostro orgoglio e alla nostra impazienza.

4La carità è magnanima, benevola è la carità; non è invidiosa, non si vanta, non si gonfia d'orgoglio, 5non manca di rispetto, non cerca il proprio interesse, non si adira, non tiene conto del male ricevuto, 6non gode dell'ingiustizia ma si rallegra della verità. 7Tutto scusa, tutto crede, tutto spera, tutto sopporta. (1 Corinzi 13, 4-7)

Gesù, però, ci insegna che amare - o almeno cercare di farlo al meglio delle nostre possibilità - è l'unica strada che abbiamo per non sprecare la nostra vita.

28Allora si avvicinò a lui uno degli scribi che li aveva uditi discutere e, visto come aveva ben risposto a loro, gli domandò: «Qual è il primo di tutti i comandamenti?». 29Gesù rispose: «Il primo è:Ascolta, Israele! Il Signore nostro Dio è l'unico Signore; 30amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore e con tutta la tua anima, con tutta la tua mente e con tutta la tua forza. 31Il secondo è questo: Amerai il tuo prossimo come te stesso. Non c'è altro comandamento più grande di questi». (Mc 12, 28-31)
 Buon San Valentino! 


venerdì 25 novembre 2011

I bambini e il Bambino


Nella notte o Dio
noi veglieremo
con le lampade
vestiti a festa
presto arriverai
e sarà giorno.
Domenica prossima sarà la prima di avvento.

Ho voluto proporvi il ritornello di un famoso canto d'avvento perché contiene un sunto dei temi chiave di questo tempo forte.

Avvento fa riferimento ad un evento che deve accadere e quindi all'attesa che vi è legata. Da qui il tema della vigilanza cioè dello stare svegli nella notte.

La notte, spazio che simboleggia l'attesa della luce, è un tempo di oscurità e di fatica ma anche un tempo in cui ci si può raccogliere, ritrovare se stessi nel silenzio, lontano dal fiume di frastuono che caratterizza le nostre giornate.

Se si ha la costanza di vegliare, la notte è un tempo in cui si può vivere una fruttuosa intimità con Dio.

Certo, servono le lampade che nella simbologia biblica richiamano la stessa Parola di Dio


Lampada per i miei passi è la tua parola,
luce sul mio cammino Sal 119, 105

Ritagliarsi qualche momento di silenzio per ascoltare la parola di Dio può essere la proposta per un ottimo cammino d'avvento.

Il canto, poi, continua col presentimento di una attesa breve perché presto sarà giorno, o meglio l'arrivo del Signore farà sorgere il giorno.

Qui ho ripensato al celeberrimo prologo del Vangelo di Giovanni, brano altamente teologico nel quale è condensato tutto il Vangelo nell'immagine evocativa della lotta tra luce e tenebre, 
4In lui era la vita
e la vita era la luce degli uomini;
5la luce splende nelle tenebre
e le tenebre non l'hanno vinta.
6Venne un uomo mandato da Dio:
il suo nome era Giovanni.
7Egli venne come testimone
per dare testimonianza alla luce,
perché tutti credessero per mezzo di lui.
8Non era lui la luce,
ma doveva dare testimonianza alla luce.
9Veniva nel mondo la luce vera,
quella che illumina ogni uomo.
Gv 1, 4-9

Infine il tema della festa l'ho ritrovato nella gioia dello sguardo trasognato delle mie bimbe che contemplano il presepe con le sue luci colorate che brillano nella notte.

Sguardi di bambini che guardano il Bambino, Verbo Incarnato, e ci ricordano che il Regno dei cieli è di quelli che sono come loro.
Allora Gesù li chiamò a sé e disse: «Lasciate che i bambini vengano a me e non glielo impedite; a chi è come loro, infatti, appartiene il regno di Dio. Lc 18,16
Buon Avvento a tutti!