domenica 22 luglio 2012
mercoledì 4 luglio 2012
Marco, l'amico di Pietro
Alcune foto che ho scattato questa estate accompagnano la prima parte di questo mio commento ai vangeli letti durante il mese di luglio. Buon ascolto!
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mercoledì 20 giugno 2012
Estate
30Gli apostoli si riunirono attorno a Gesù e gli riferirono tutto quello che avevano fatto e quello che avevano insegnato. 31Ed egli disse loro: «Venite in disparte, voi soli, in un luogo deserto, e riposatevi un po'». Erano infatti molti quelli che andavano e venivano e non avevano neanche il tempo di mangiare. 32Allora andarono con la barca verso un luogo deserto, in disparte. Mc 6,30-32Il primo caldo “africano” di questo inizio estate, con tutta la spossatezza che porta con sé, mi ha fatto ricordare il brano che vi ho proposto alla lettura.
Abbiamo bisogno di una pausa dai ritmi frenetici della quotidianità, soprattutto se non possiamo permetterci una vacanza con tutti i crismi!
Allora cerchiamo di ritagliarci un momento per riposare il fisico e rigenerare mente e spirito accostando la Parola di Dio.
Prendiamoci cinque minuti, magari in mezzo alla natura -se possiamo- oppure in un angolo tranquillo della casa.
Basta meditare poche righe: un detto, una parabola, un episodio della vita di Gesù.
Assaporiamone tutta la ricchezza, ristorandoci come ad una sorgente di acqua zampillante.
E' un “lusso” che possiamo... dobbiamo concederci!
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venerdì 8 giugno 2012
Intrighi
Le tristi notizie di questi giorni sugli intrighi di palazzo in Vaticano mi hanno confermato che in materia di fede, come in amore (se ci pensiamo la fede esprime, o dovrebbe esprimere, la nostra risposta d'amore alla proposta d'amore di Dio), non ci sono garanzie. Non basta aver fatto una scelta di adesione all'inizio, serve riconfermarla ogni giorno.
A dispetto di quanto credevo quando ero più giovane, ho compreso col tempo che la scelta della vita religiosa non è, di per sé sola, garanzia di maggior vicinanza a Dio, anzi, in un contesto come il nostro in cui sono “saltati” tutti i ruoli sociali tradizionali, sono maggiormente in crisi le categorie che rivestono i ruoli ritenuti in passato più significativi, tra tutti il pater familias ed il prete!!
Penso inoltre che non a caso spesse volte Gesù ha messo in guardia i suoi discepoli dai rischi nell'indulgere con la ricchezza o col potere.
Nessun servitore può servire due padroni, perché o odierà l'uno e amerà l'altro, oppure si affezionerà all'uno e disprezzerà l'altro. Non potete servire Dio e la ricchezza». Lc 16,13Le attuali vicende non fanno altro che confermare le previsioni del Signore Gesù, che ha scelto il servizio ai fratelli come fine e anche come mezzo. Significativo è il brano delle tentazioni dove il diavolo cerca di convincere Gesù a fare il bene ma usando i suoi metodi, e riceve da Gesù un rifiuto categorico.
33Giunsero a Cafàrnao. Quando fu in casa, chiese loro: «Di che cosa stavate discutendo per la strada?». 34Ed essi tacevano. Per la strada infatti avevano discusso tra loro chi fosse più grande. 35Sedutosi, chiamò i Dodici e disse loro: «Se uno vuole essere il primo, sia l'ultimo di tutti e il servitore di tutti». Lc 9, 33-35
1 Allora Gesù fu condotto dallo Spirito nel deserto, per essere tentato dal diavolo. 2Dopo aver digiunato quaranta giorni e quaranta notti, alla fine ebbe fame. 3Il tentatore gli si avvicinò e gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio, di' che queste pietre diventino pane». 4Ma egli rispose: «Sta scritto:
Non di solo pane vivrà l'uomo,
ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio».
5Allora il diavolo lo portò nella città santa, lo pose sul punto più alto del tempio 6e gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio, gèttati giù; sta scritto infatti:
Ai suoi angeli darà ordini a tuo riguardo
ed essi ti porteranno sulle loro mani
perché il tuo piede non inciampi in una pietra».
7Gesù gli rispose: «Sta scritto anche:
Non metterai alla prova il Signore Dio tuo».
8Di nuovo il diavolo lo portò sopra un monte altissimo e gli mostrò tutti i regni del mondo e la loro gloria 9e gli disse: «Tutte queste cose io ti darò se, gettandoti ai miei piedi, mi adorerai». 10Allora Gesù gli rispose: «Vattene, Satana! Sta scritto infatti:
Il Signore, Dio tuo, adorerai:
a lui solo renderai culto».
11Allora il diavolo lo lasciò, ed ecco, degli angeli gli si avvicinarono e lo servivano. Mt 4, 1-11
La lezione dell'amara cronaca di questi giorni è quindi quella di tornare sempre alla fonte, a Gesù Cristo Signore, e all'insegnamento che ci ha dato con la sua Parola e con la sua vita, ricordandoci che la sua ricetta d'amore, l'unica che sa renderci autenticamente felici, ci richiede sempre di invertire la scala dei valori rispetto alla ricetta di affermazione personale che ci propone la mentalità corrente, ne fosse portatore anche un cardinale!
sabato 2 giugno 2012
Sete
Questa mattina mi sono presa un momento per me.
Mi sono seduta all'aperto.
L'aria frizzante della notte si mescolava al tepore del primo sole. Profumo intenso di gelsomini e di erba bagnata di rugiada.
Ieri è stata una giornata difficile, di tensioni sul lavoro.
Ho respirato a pieni polmoni e ho sentito forte la sete. Di armonia, di pace, di Te.
Apro il Vangelo e leggo che cammini nel tempio, luogo che dovrebbe essere di preghiera e di meditazione, ed incontri contestazioni e discussioni (anche Tu ha vissuto tante tensioni!).
27Andarono di nuovo a Gerusalemme. E, mentre egli camminava nel tempio, vennero da lui i capi dei sacerdoti, gli scribi e gli anziani 28e gli dissero: «Con quale autorità fai queste cose? O chi ti ha dato l'autorità di farle?». 29Ma Gesù disse loro: «Vi farò una sola domanda. Se mi rispondete, vi dirò con quale autorità faccio questo. 30Il battesimo di Giovanni veniva dal cielo o dagli uomini? Rispondetemi». 31Essi discutevano fra loro dicendo: «Se diciamo: «Dal cielo», risponderà: «Perché allora non gli avete creduto?». 32Diciamo dunque: «Dagli uomini»?». Ma temevano la folla, perché tutti ritenevano che Giovanni fosse veramente un profeta. 33Rispondendo a Gesù dissero: «Non lo sappiamo». E Gesù disse loro: «Neanche io vi dico con quale autorità faccio queste cose». (Mc 11,27-33)
E mi torna forte la sete di autenticità, di essenzialità. Basta parole inutili, parole vuote!
Sento il canto degli uccellini. Oggi è festa, il rumore delle auto non riesce a soffocarlo...
Avverto la vita che scorre nella natura, nel mio respiro calmo.
Anticipo di paradiso!
Ha sete di te, Signore, l’anima mia.
O Dio, tu sei il mio Dio,
dall’aurora io ti cerco,
ha sete di te l’anima mia,
desidera te la mia carne
in terra arida, assetata, senz’acqua.
Così nel santuario ti ho contemplato,
guardando la tua potenza e la tua gloria.
Poiché il tuo amore vale più della vita,
le mie labbra canteranno la tua lode.
Così ti benedirò per tutta la vita:
nel tuo nome alzerò le mie mani.
Come saziato dai cibi migliori,
con labbra gioiose ti loderà la mia bocca. (Sal 62)
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domenica 27 maggio 2012
Pentecoste
Ieri, una giornata ventosa ha annunciato la festa di Pentecoste.
Mai come ora abbiamo bisogno che lo Spirito Santo venga veramente nelle nostre vite e nelle nostre società.
Lo Spirito Santo non si vede ma si vedono i suoi frutti che, come San Paolo ci ricorda, sono amore, gioia, pace, magnanimità, benevolenza, bontà, fedeltà, mitezza, dominio di sé; (Gal 5,22)
Belle sono anche le invocazioni allo Spirito Santo contenute nella sequenza:
lava ciò che è sordido,
bagna ciò che è arido,
sana ciò che sanguina;
piega ciò che è rigido,
scalda ciò che è gelido,
drizza ciò che è sviato.
A volte mi chiedo se credo veramente e fino in fondo che lo Spirito Santo sia forza capace di tanto cambiamento!
Mi rendo conto.. che no! Spesso di fronte a situazioni difficili, cristallizzate, dove sono in gioco mentalità radicate, interessi egoistici, o poteri così forti da apparire invincibili non credo che lo Spirito possa scardinare lo status quo.
Poi mi ricordo che solo un peccato Gesù ha dichiarato imperdonabile: quello contro lo Spirito Santo
Chiunque parlerà contro il Figlio dell'uomo, gli sarà perdonato; ma a chi bestemmierà lo Spirito Santo, non sarà perdonato. (Lc 12,10)
E allora mi viene necessariamente da rilanciare la fiducia chiedendo allo Spirito Santo di scendere ancora una volta a colmare quello che manca alla mia fede.
Perché non può che essere così! Perché sentiamo nelle fibre nel nostro essere che è per l'amore e l'armonia che siamo stati creati.
Non può che essere così. Anche contro tutte le apparenze...
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domenica 20 maggio 2012
Terremoto
Il periodo corrispondente al 12 Giorno e alla 12 Notte della 9 Onda (8 aprile-13 maggio 2012) riguarderà invece la preparazione a questa svolta verso la Verità, quindi potrà essere un periodo di crisi, intesa come facoltà di scelta (prese di posizione contrarie all’Unità da parte di coloro che la temono per via della paura della perdita del potere accumulato nel tempo, e questo a tutti i livelli). Il controllo sta perdendo colpi, perché il grande controllore, la mente, sta cedendo dentro ognuno di noi. È il passaggio dal Subconscio (condizionamenti) alla Coscienza Collettiva (Libertà). Ciò ha un costo, il non pensarci limitati, ovvero unicamente macchine materiali. In effetti siamo macchine biologiche, raffinatissime (causa efficiente), ma allo stesso tempo deriviamo da un'Intelligenza Universale (causa finale).
Questo brano è tratto da un post contenuto nel blog di Marco Fardin, un Naturopata esperto di calendari Maya.
Mi ci sono imbattuta stamane, dopo un nottata agitata dal terremoto che ha investito l'Italia del Nord, che sarebbe avvenuto in un giorno, il 20 maggio 2012, considerato significativo secondo -appunto- il calendario Maya.
Mi ha fatto riflettere il concetto di Coscienza Collettiva che crea -o meglio è- libertà e che, secondo questa visione, starebbe maturando velocemente negli uomini di tutta la terra.
Ho accostato questa Coscienza Collettiva alla seconda lettura di oggi - festa dell'Ascensione- nella quale San Paolo parla dell'insieme dei cristiani che, nella diversità, formano il Corpo di Cristo.
1 Io dunque, prigioniero a motivo del Signore, vi esorto: comportatevi in maniera degna della chiamata che avete ricevuto, 2con ogni umiltà, dolcezza e magnanimità, sopportandovi a vicenda nell'amore, 3avendo a cuore di conservare l'unità dello spirito per mezzo del vincolo della pace. 4Un solo corpo e un solo spirito, come una sola è la speranza alla quale siete stati chiamati, quella della vostra vocazione; 5un solo Signore, una sola fede, un solo battesimo. 6Un solo Dio e Padre di tutti, che è al di sopra di tutti, opera per mezzo di tutti ed è presente in tutti.
7A ciascuno di noi, tuttavia, è stata data la grazia secondo la misura del dono di Cristo. 8Per questo è detto:
Asceso in alto, ha portato con sé prigionieri,
ha distribuito doni agli uomini.
9Ma cosa significa che ascese, se non che prima era disceso quaggiù sulla terra? 10Colui che discese è lo stesso che anche ascese al di sopra di tutti i cieli, per essere pienezza di tutte le cose.
11Ed egli ha dato ad alcuni di essere apostoli, ad altri di essere profeti, ad altri ancora di essere evangelisti, ad altri di essere pastori e maestri,12per preparare i fratelli a compiere il ministero, allo scopo di edificare il corpo di Cristo, 13finché arriviamo tutti all'unità della fede e della conoscenza del Figlio di Dio, fino all'uomo perfetto, fino a raggiungere la misura della pienezza di Cristo. (Efesini 4,1-13)
Potremmo dire che il Corpo di Cristo è la coscienza collettiva, o meglio il vissuto cosciente di piena umanità: quella che ci ha insegnato con la sua vita Cristo; una umanità così piena da poter essere vissuta in tutta la sua ricchezza solo insieme agli altri.
Nelle sue riflessioni Marco Fardin afferma che comunque stiamo andando verso un cambiamento. A noi la scelta se seguire il flusso di energia che porterà l'unità a prevalere sulla divisione, la spiritualità sul materialismo, la cura sul dominio del creato, oppure resistere, rischiando alla fine di subire il cambiamento e non di viverlo da protagonisti.
Come cristiana spero per me e per i miei fratelli credenti che questo tempo di cambiamenti e di nuova coscienza ci faccia scoprire sempre più in profondità il messaggio evangelico, del Dio Padre di Gesù Cristo che ci ha indicato la strada della felicità nell'amore per gli altri ed in particolare per quelli in difficoltà ed esclusi.
L'incontro e la conoscenza sempre più autentica di Gesù Cristo ci aiuti a togliere tutte le incrostazioni dottrinali, dogmatiche, ideologiche, con cui nei secoli abbiamo imbrattato l'immagine di Dio, come Lui ce l'aveva rivelata, passando dalla “difesa” della fede a vivere l'amore autentico.
Ora dunque rimangono queste tre cose: la fede, la speranza e la carità. Ma la più grande di tutte è la carità! (1Cor 13,13)
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